L’obbligo di risarcimento dei danni cagionati da atto illecito è previsto da una norma generale nell’ordinamento italiano. In linea di massima è consigliabile raggiungere sempre un accordo piuttosto che seguire giudizi lunghi e faticosi; se non si è raggiunta l’intesa sull’indennizzo si può chiedere all’assicurazione un’offerta formale. Qualora il danneggiato non si trova d’accordo, con l’offerta formulata dall’assicurazione, può trattenere l’assegno notificando con lettera raccomandata che si trattiene l’importo come acconto sull’intero risarcimento del danno. Ove l’assicurazione del responsabile del sinistro non dimostri buona volontà di definire il danno, ci si può rivolgere all’ISVAP per lamentare le inadempienze e richiedere il loro intervento. Tutto ciò deve rendere il danneggiato molto prudente nel chiudere una transazione, anche di fronte ad un’offerta apparentemente remunerativa conviene sempre consultarsi con degli specialisti prima di accettare.

La transazione può avvenire:

In via stragiudiziale

senza aprire nessuna causa civile

Alla prima udienza di giudizio

con il nuovo processo civile il tentativo di conciliazione bonario alla prima udienza è divenuto obbligatorio

In corso di giudizio in primo grado

la transazione è sempre possibile prima che il processo si definisca

Nei gradi successivi

in questi casi il danneggiato dovrà tener conto, nell’accettare la transazione, del lungo tempo trascorso, degli interessi passivi di legge che decorrono dal momento del sinistro