La cosa principale da sapere è se in caso di una violazione subita, si ha diritto alla riparazione del torto subito, confermato ciò, in che tempi e in che misura.
Su 8 milioni di persone ricoverate ogni anno, 320 mila (circa il 4%) subiscono danni o conseguenze dovute a errori nelle cure o a disservizi che potevano essere evitati.
La numerica relativa alle morti fa ancor più riflettere, le stime oscillano tra i 15 ed i 50 mila pazienti che muoiono in conseguenza di errori compiuti dal personale medico o provocati a seguito di una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie.
Gli errori medici possono essere grossolanamente divisi in errori evitabili ed errori inevitabili.
L’errore evitabile è causato dall’erronea applicazione di una procedura che in sé dovrebbe essere di ordinaria amministrazione tra gli operatori, per cui facilmente evitabile, esempio la somministrazione di una terapia sbagliata o destinata ad un altro paziente (vedi trasfusioni di sangue) o semplicemente diversa da quella prescritta spesso per la somiglianza tra il nome del farmaco prescritto e quello somministrato.
L’errore inevitabile è la conseguenza del fatto che la medicina è una scienza difficile, si incontrano molti casi atipici i quali possono far cadere nell’errore diagnostico, una causa frequente è la scarsità di tempo disponibile al medico per seguire ogni paziente (a volte il paziente muore prima che sia stato possibile studiarlo adeguatamente).
Cause dell’errore evitabile: il medico o l’infermiere responsabile era stanco, era stato interrotto durante la preparazione della terapia, una cartella clinica scambiata etc.
Se si considera che un grande ospedale ospita parecchie centinaia di pazienti e che ciascuno dei quali segue varie terapie con somministrazioni multiple nella giornata, è realistico stimare in un anno milioni di somministrazioni terapeutiche, che anche se in percentuali molto basse si stimano parecchi errori umani evitabili, fortunatamente non tutti letali.

È da evidenziare che la responsabilità con colpa professionale è perseguibile per legge.


A causa di errori medici si possono subire danni fisici, temporanei o permanenti o addirittura morire in sala operatoria come in corsia o persino in sala parto. Statisticamente i reparti più a rischio il maggior numero di segnalazioni su presunti errori diagnostici:

1) ONCOLOGIA con il 27,3 %

2)ORTOPEDIA con il 14,3 %,

3) GINECOLOGIA ed OSTETRICIA con un 9,1 %.

Per quanto riguarda gli errori terapeutici l’ORTOPEDIA continua ad essere l’area con maggior numero di segnalazioni 32,1 %, seguita dalla CHIRURGIA GENERALE con un 11,2 % e la GINECOLOGIA ed OSTETRICIA con un 8,2 % dei casi.


Inoltre le segnalazioni riguardanti le condizioni delle strutture sanitarie sono in considerevole aumento, passano dal 15 % del 2011 al 23 % del 2012, le quali facilitano l’insorgere di malattie infettive, causa le cattive condizioni igieniche.

Solamente 28 cittadini su 100, che sono stati vittime di errori medici, richiedono una specifica consulenza medico legale, in vista di una eventuale azione legale risarcitoria del danno subito.

Questo perché, per disinformazione, pensano di non poterlo fare dato che, prima di un intervento chirurgico hanno firmato il consenso informato.
Ma che cos’è il consenso informato? La Legge italiana prevede che il paziente possa decidere se vuole essere curato o no per una determinata malattia.
Con il consenso informato si autorizzano i medici e gli operatori sanitari ad applicare le cure idonee, non significa che il medico o gli operatori sanitari siano tutelati da qualsiasi danno.

Cosa comporta firmare questo documento:
– si autorizza il medico a procedere, non lo si solleva da ogni responsabilità;
– non si esenta la struttura dove si verifica l’evento da ogni responsabilità;
– il medico o la struttura ospedaliera dove il paziente ha subito un danno deve comunque rispondere sia civilmente che penalmente;
– il consenso informato è valido solo se prima della firma il paziente è stato informato sui rischi, controindicazioni ed alternative a quel tipo di intervento. Sarà poi responsabilità del medico dimostrare che il malato è stato sufficientemente informato sulle procedure che sarebbero state messe in atto. Il primo passo è richiedere all’amministrazione dell’Ospedale o della Clinica copia autenticata della cartella clinica e operatoria (qualora vi sia stato un intervento chirurgico) e copia del consenso informato firmato a suo tempo. Poi ci si rivolge ad un esperto di medicina legale (si occupa dei rapporti tra la medicina e la legge) che visitato il paziente e studiato attentamente tutta la documentazione in possesso dello stesso, redige una perizia medico-legale. La perizia medico-legale si dimostra fondamentale in tutti quei casi dove necessita valutare eventuali danni e/o invalidità conseguenti ad un danno subito. A seguito della perizia medico-legale verrà attribuito un punteggio che concorrerà a decidere quanto sarà l’indennizzo spettante, inoltre in caso di contenzioso giudiziario, una consulenza tecnica di parte offre elementi tecnici indispensabili per poter intraprendere una trattativa migliore, acquisendo una posizione contrattualmente più forte e vantaggiosa.